All posts by Paolo Annibale

Tecniche avanzate di Microscopia a Fluorescenza

Obiettivi: Introdurre i concetti chiave della microscopia a fluorescenza ad un uditorio non specialistico, permettendo cosi’ di apprezzare le possibilita’ offerte dalle tecniche piu’ moderne per affrontare problemi di carattere biofisico di avanguardia.

Speaker: Paolo Annibale

Contenuti: Il breve corso si articolera’ in quattro moduli

  1. Il primo introdurra’ i concetti base della microscopia a fluorescenza, fornendo cenni storici sullo sviluppo della tecnica e inquadrando le milestones piu’ significative.
  2. Il secondo introdurra’ l’idea di fluttuazioni di fluorescenza e presentera’ la Fluorescence Correlation Spectroscopy , come tecnica per studiare la dinamica molecolare in sistemi di interesse biologico.
  3. Il terzo modulo introdurra’ le tecniche di image correlation spectroscopy, per estrarre informazioni quantitative dalle immagini di un moderno microscopio.
  4. Il quarto modulo discutera’ delle principali tecniche di superrisoluzione ottica per osservare dettagli sotto il limite di diffrazione. L’attenzione verra’ dedicata in particolare alle tecniche di attivazione stocastica come PALM e STORM.

Calendario

  • Venerdi 19 Giugno 2015, ore 20.30-22.30
  • Lunedi 22 Giugno 2015, ore 20.30-22.30
  • Martedi’ 23 Giugno 2015,ore 20.30-22.30

 

Intervista con i canditati 2015 alla carica di rettore di UNIBO

Abbiamo chiesto, come nella precedente elezione del 2009, ai candidati alla carica di rettore di UNIBO, di esprimere il loro punto di vista e prospettive sulle attivita’ del Collegio Superiore.

Abbiamo ricevuto le risposte di Maurizio Sobrero, Francesco Ubertini e Gianluca Fiorentini e Dario Braga, che ringraziamo per la loro disponibilita` a partecipare a questa ‘intervista’.

Questo e’ il testo della lettera che abbiamo inviato ai candidati rettore:

Egregio Professore,

innanzitutto La vorremmo ringraziare, a nome dell’Associazione Alumni del Collegio Superiore, per essersi reso disponibile ad incontrare gli allievi del Collegio.

Riteniamo fondamentale l’interesse dei Candidati alla carica di Rettore per l’istituzione del Collegio e in particolare per gli studenti, che sono insieme i destinatari e i protagonisti delle vicende che riguardano il Collegio e l’Università nel suo complesso.
Confidiamo che, oltre a quello che già Lei conosceva, l’incontro con i Collegiali abbia contribuito a fornirLe un’idea attuale e precisa delle attività, delle iniziative e anche dei profili di possibile miglioramento che caratterizzano il Collegio Superiore.

A questo proposito, come Associazione Alumni, ci farebbe piacere conoscere, in poche righe, quali sarebbero i Suoi progetti sul Collegio Superiore qualora Lei venisse eletto Rettore di questa Università; in particolare, saremmo lieti di avere una Sua opinione riguardo la questione, ancora aperta per quanto di nostra conoscenza, della sede del Collegio, nonché riguardo la Sua idea circa i principi che dovrebbero caratterizzare l’offerta formativa del Collegio a favore dei suoi allievi.
A tale ultimo riguardo, saremmo interessati a capire se, sulla base della Sua esperienza, Lei crede che il Collegio, nella sua attuale configurazione di scuola interdisciplinare basata sul merito, si sia rivelata un’attività strategica per l’Ateneo e, in caso affermativo, secondo quali linee guida ritiene che andrebbe consolidata e sviluppata questa iniziativa.

Se Lei e’ d’accordo, saremmo lieti di poter pubblicare la Sua risposta sul sito dell’Associazione Alumni del Collegio Superiore (http://alumnicollegiosuperiore.org).
Nel 2009, un’iniziativa simile ha visto partecipare quattro dei sei candidati alla carica di rettore, e le loro risposte sono state pubblicate sul nostro sito (http://alumnicollegiosuperiore.org/category/iniziative/).

RingraziandoLa molto fin d’ora per l’attenzione e per il tempo che vorrà dedicarci,

Le porgiamo i nostri migliori saluti.

Sabrina Grivet Fetà (Presidente dell’Associazione Alumni del Collegio Superiore)

Paolo Annibale (ex-Presidente dell’associazione Alumni del Collegio Superiore)


 

Continue reading Intervista con i canditati 2015 alla carica di rettore di UNIBO

Progetti per il Collegio: il punto di vista dei candidati Rettore per l’Ateneo di Bologna

In seguito all’inaugurazione dell’anno accademico del Collegio, abbiamo chiesto ai docenti che hanno esplicitato la loro candidatura alla posizione di Rettore dell’Ateneo di Bologna, di esprimere brevemente il loro punto di vista sulle attività del Collegio ed, eventualmente, i loro progetti per il futuro di questa istituzione.

Quello a seguire è il testo della lettera che abbiamo inviato:

Egregio professore,
innanzi tutto la vorremmo ringraziare, a nome dell’associazione ex-allievi del Collegio Superiore per aver partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico del Collegio, venerdì scorso.

Confidiamo che, oltre a quello che già conosceva, dopo i discorsi del direttore, degli allievi e degli ex-allievi, abbia avuto modo di farsi una idea più precisa e attuale delle attività e delle iniziative del Collegio.

A questo riguardo, come associazione ex-allievi, ci farebbe piacere conoscere, in poche righe, quali sarebbero i suoi progetti sul Collegio Superiore qualora venisse eletto Rettore di questa Università.

In particolare saremmo interessati a capire se, sulla base della sua esperienza, lei crede che il Collegio, nella sua attuale configurazione di scuola interdisciplinare basata sul merito, si sia rivelata un’attività strategica per l’Ateneo e, in caso affermativo, secondo quali linee guida ritiene che andrebbe consolidata e sviluppata questa iniziativa.

Se lei è d’accordo, pubblicheremo la sua risposta sul sito dell’associazione degli ex-allievi.

Risposta del prof. Cantelli Forti

La ringrazio per la sua disponibilità a pubblicare sul sito dell’Associazione degli ex allievi la mia opinione sul Collegio Superiore.

A mio parere, tale Istituzione è stata ed è di grande significato formativo per l’Ateneo sia per l’attività culturale svolta, dimostrata dalle numerose iniziative (seminari, incontri) organizzate nei primi dieci anni di vita del Collegio Superiore, sia per l’importanza comunicativa sul piano dell’internazionalizzazione.

Mi preme informarla che da tempo lavoro sul Polo di Rimini per realizzare un progetto di destinazione di uno spazio adeguato alle attività del Collegio Superiore. Tale spazio è già stato individuato nel Palazzo Lettimi, una struttura antica il cui recupero è stato inserito nel Protocollo di intesa fra Università e Comune di Rimini.

Pertanto, è evidente che era da tempo nelle mie intenzioni proporre l’estensione dell’attività del Collegio Superiore al Polo di Rimini come bacino d’utenza in Romagna, sia per le finalità culturali dette, ma anche per la ricaduta di immagine. Una scuola interdisciplinare di qualità e basata sul merito è sicuramente un valore aggiunto per l’Ateneo tutto e va quindi gelosamente conservata e possibilmente valorizzata attraverso una adeguata attenzione da parte degli Organi Accademici.

Cordiali saluti.
Giorgio Cantelli Forti

Risposta del prof. Braga

Cari ex collegiali,

la direzione del Collegio è stata una delle esperienze più entusiasmanti della mia vita e un severo banco di prova. Bisognava affrontare una ricerca molto complessa: trovare la ragion d’essere di una istituzione riservata a pochi – il Collegio appunto – ma “embedded” in una università di molti, anzi moltissimi, come l’Alma Mater.

La mia idea è nota e non l’ho mutata. Il Collegio è un luogo dove eseguire esperimenti culturali, dove creare modelli formativi nuovi (penso alla evoluzione del tutorato, dei corsi del collegio, dei seminari dell’ISA per arrivare alla struttura curriculare ora vigente) e dove iniziare a tessere quel tessuto connettivo accademico interdisciplinare di cui tanto si sente il bisogno in Ateneo.

Oggi, in un momento così difficile per l’Università italiana tutta, serve coesione nel corpo docente e condivisione di obiettivi comuni, coesione e condivisione vengono meglio tra gente che si conosce e sa apprezzare le differenze. Ecco cos’è stato e cosa è il Collegio: il luogo della differenza. Voi tutti siete cresciuti e vi siete laureati nelle rispettive discipline ma avete seguito questo percorso insieme ad altri, il filosofo con il chimico, il biologo con lo storico, il medico con l’economista… insomma, avete “fatto l’università”.

Non solum sed etiam: insieme a voi hanno “fatto l’università” tanti docenti e tanti la stanno facendo. “Collegare colleghi” non è cosa da poco: consente di apprezzare le differenze e di ridurre le diffidenze. Per voi collegiali questo è ora parte del vostro DNA, per i docenti è stata una scuola di innovazione, almeno così spero.

Cosa cambiare per il futuro? Sempre tutto. Credo che ci si debba interrogare sulla necessità di estendere il percorso al dottorato (mio vecchio sogno), forse riducendo la presenza del Collegio nelle lauree triennali. Occorre accrescere l’osmosi con le Facoltà e accreditare i corsi del Collegio anche per i non collegiali, facendola diventare “didattica frontale” riconosciuta. Credo inoltre che il Collegio debba “gemmare” nelle sedi romagnole e sempre di più mescolarsi e legarsi all’internazionalizzazione dell’Ateneo e agli scambi tra collegi. C’è ancora molto da fare.

Dario Braga

Risposta del prof. Dionigi

Intervengo volentieri su questo argomento, perché ho fatto una analoga esperienza personale.

Infatti, come titolare del cosiddetto presalario, sono stato studente presso il Collegio Universitario Morgagni (1968-1972), dove ho avuto la fortuna di convivere con colleghi di diversa provenienza, estrazione, formazione e di incontrare alcuni Maestri dell’Ateneo Bolognese. Molti anni dopo, mi sono trovato anche a prendere la parola in Consiglio di Amministrazione in difesa di questa Istituzione che alcune rappresentanze studentesche contestavano perché la ritenevano anacronistica ed elitaria.

Perché il Collegio Superiore? Perché ci vorrebbero dieci, cento, mille Collegi Superiori? Mi limito a tre considerazioni. Il Collegio Superiore è:
1. un luogo in cui si può curare meglio la qualità degli studi e della formazione, essendo notoriamente la qualità inversamente proporzionale alla quantità;
2. un luogo dell’et et, vale a dire delal comprensione, della sutura, del dialogo; in un momento in cui sembra affermarsi la cultura rozza e negativa dell’aut aut, vale a dire dell’incomprensione, della frattura e dello scontro. E’ un gran privilegio poter ascoltare tante voci diverse e fare esperienza di interdisciplinarità (e speriamo in seguito anche di interculturalità, ospitando studenti di altre provenienze). Quella della “diverisità culturale” è una sensibilità da diffondere; per quanto mi riguarda è una passione che coltivo concretamente anche con i miei giovani collaboratori e allievi con lo svolgimento di un Corso, istituito tre anni fa e denonominato Linguaggi delle scienze e antichità classica, rivolto a tutti gli studenti dell’Ateneo. Il fine è quello di far comprendere che i linguaggi sono diversi ma che la cultura è una;
3. un luogo in cui si può sperimentare l’Università come comunità di Studenti e Docenti. Purtroppo in Ateneo manca un luogo in cui questa modalità poss essere estesa a tutti; e bisognerà provvedervi.

Per il futuro? Un unico obiettivo: che il Collegio, nonostante le gravi difficoltà economiche, possa continuare la sua vita e irradiare la sua esperienza.

Con i saluti e gli auguri più cari.

Ivano Dionigi

Risposta del prof. Grandi

Cari ex alumni,

vi ringrazio dell’occasione che mi offrite per parlare del Collegio di cui da anni conosco e seguo, con grande interesse, le attività. La positività di questa scelta dell’Alma Mater si definisce a più livelli, che riprenderò in maniera sintetica.

a) La possibilità di sperimentare nuovi modelli formativi fortemente interdisciplinari che rispondono alle esigenze attuali della ricerca e che non possono essere adottati dall’insieme dell’Ateneo vedono nel Collegio uno spazio di sperimentazione e verifica per successive possibili applicazioni ad altri contesti;
b) la qualità e il merito, che caratterizzano il Collegio, devono allargarsi gradualmente ma con decisione alle altre attività dell’Università;
c) il senso di comunità che si percepisce nel collegio e che viene valorizzato al di là dei limiti di spazio e di tempo dalla associazione degli ex alumni appare, ancora una volta, come una modalità verso la quale dovrà tendere l’insieme del nostro Ateneo.

Il valore da preservare del Collegio è determinato quindi non soltanto dalle attività del Collegio in sè, ma anche dalla sua capacità di essere uno spazio intelligente e anticipatore di innovazioni nella formazione e nella visione dell’università.

Per queste ragioni derivano, a mio parere, alcuni suggerimenti:

– l’accesso al Collegio dei dottori di ricerca, nella considerazione che il Dottorato in quanto terzo livello della formazione e primo livello della ricerca costituisce il titolo più prezioso di una università. Considerata una presumible rigidità degli investimenti è ipotizzabile un decremento del numero di studenti che frequentano la laurea triennale;
– verifica della possibilità e dei modi di estendere l’esperienza del Collegio ad alcune delle sedi che compongono questo nostro Ateneo policentrico;
– mantenere e, se possibile, ampliare la dimensione internazionale sia grazie alla presenza di studenti non italiani sia incoraggiando ancora di più l’ esperienza internazionale di tutti gli studenti.

Inaugurazione a.a. del collegio 2009-10

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico del Collegio Superiore, in rappresentanza dell’associazione Alumni è intervenuto Federico Pedrini, svolgendo il seguente discorso:

Buonasera,

vi parlo, oggi, su gentile invito del Direttore del Collegio Superiore, prof. Paolo Leonardi, e dell’amico Paolo Annibale, Presidente dell’Associazione Alumni del Collegio, nella duplice veste di ex collegiale e di attuale membro dell’Associazione.

L’idea sarebbe pertanto quella di raccontare qualcosa del mio percorso post-lauream da una parte, e di spendere qualche parola sull’Associazione Alumni dall’altra. Ebbene il mezzo più sensato per tale fine, vista la sede, mi è parso – istituendo così un “ponte” tra le due parti del mio intervento – proprio quello della continuità con alcune “linee guida” dell’esperienza collegiale, (linee guida) che del resto gli anni trascorsi mi aiutano ad apprezzare da un lato, e mi spingono (in parte) a “rivisitare” dall’altro.

Sui dettagli del mio itinerario di studi successivi alla Laurea in Giurisprudenza (e alla Licenza del Collegio) non credo sia interessante indugiare più di tanto: è stato infatti un iter accademico piuttosto “classico”. Immediatamente dopo la laurea, concluso un periodo di approfondimento di studi presso la Freie Universität di Berlino, ho iniziato a collaborare con la cattedra del Prof. Augusto Barbera e sotto la sua supervisione (insieme a quella del Prof. Aljs Vignudelli, dell’Università di Modena e Reggio Emilia) mi sono successivamente addottorato in Diritto Costituzionale presso l’Università di Bologna, conseguendo parallelamente (e assai più svogliatamente) l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Ad oggi risulto titolare, sempre presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater, di un assegno di ricerca in Diritto Costituzionale.

Dicevo, continuità con l’esperienza collegiale. Ma continuità in che senso? Anzitutto, credo, nella stessa scelta della materia in cui proseguire gli studi, se consideriamo che fra le varie branche del diritto positivo, quello costituzionale è tradizionalmente considerato come il più “aperto” rispetto a (e più strutturalmente ed intrinsecamente comunicante con) una nutrita serie di ambiti disciplinari “limitrofi” come la politica, la storia, la sociologia, l’economia, ovviamente la filosofia, ma anche la logica e l’analisi del linguaggio, cui in tempi più recenti si sono aggiunti pure la statistica e addirittura alcuni aspetti delle c.d. scienze naturali.
Chi ha a che fare col diritto costituzionale, quindi, si rende quotidianamente conto – specie se ha avuto la fortuna di lavorare insieme a Maestri come i miei – di quanto siano utili e persino necessari i collegamenti con le altre discipline; e naturalmente la vocazione all’interdisciplinarietà e la curiosità per tutto ciò che esula dal proprio più diretto oggetto di studio non può che farmi ripensare agli anni di straorinaria vivacità trascorsi (anche) sotto questo profilo all’interno del Collegio.

Al tempo stesso – e veniamo così al profilo della “rivisitazione” –, proprio la mia esperienza all’interno della scienza del diritto costituzionale mi rende particolarmente avvertito dei pericoli per così dire “fatalmente” connessi a questa prospettiva: è sempre stupefacente come, anche nella scienza del diritto, si riesca a passare da un estremo all’altro: dallo “splendido isolamento” ad una sorta di “pan-ancillarità”, dove lo studioso – segnatamente in quanto privo di un centro di gravità specificamente proprio (e necessariamente specifico) – appare talora alla sconsolata ricerca di un collega che gli dica chi è (o chi dovrebbe essere).

E analoghi rischi (peccati?) “originali”, a mio avviso, lambiscono anche una istituzione (e un’esperienza) come quella del Collegio, dove il pericolo rimane pur sempre quello – nell’ottica interdisciplinare che in sé meritoriamente lo contraddistingue – di concentrarsi più su elementi contenutistici di dettaglio (magari quelli più accattivanti e attuali) delle varie discipline che non sulle strutture e sugli strumenti (magari più insipidi), che soli tuttavia possono prestarsi ad essere utilizzati – peraltro non “sempre e comunque” e mai senza adeguati “adattamenti” – anche al di fuori del proprio ambito scientifico di provenienza.

A costo di precisare l’ovvio, interdisciplinarietà non significa (non deve significare) confusione. “Apertura” non implica (e non dovrebbe risolversi in) un eccletismo generalista e disinvolto. Curiosità non vuol significare dispersione del proprio percorso in un pulviscolo di interessi generici e magari irrelati. Il pericolo per il viandante incauto – e vi assicuro che ce ne sono tanti anche nella mia materia – è sempre quello di annegare in un mare indistinto di suggestioni e di assonanze, svolgendo ragionamenti poggianti su parole (tenute insieme da meri espedienti dialettici) e non su concetti (uniti da argomentazioni logiche stringenti).

Proprio in questo senso ritengo, peraltro, che un contributo di rilievo possa provenire in prospettiva anche dall’Associazione Alumni, all’interno della quale “naturalmente” confluiscono (e sempre più potranno confluire) persone con un background fortemente interdisciplinare, ma anche con una più matura consapevolezza delle necessità insite nella suddivisione (e quindi nella specializzazione) della ricerca scientifica.

Inutile nascondere che, in questo momento, l’Associazione Alumni naviga ancora in una fase embrionale (in due battute: ci stiamo contando e cerchiamo di capire cosa effettivamente potremo fare da grandi) e che, non avendo autonoma struttura e risorse economiche proprie, essa rimane attualmente più una “comunità di volenterosi” che un’istituzione pleno titulo. Ma penso sarebbe sbagliato da questo sminuire il significato simbolico e culturale della medesima, che rimane a mio credere non solo in sé “alto”, ma anche profondamente sentito da tutti i membri, oltre che da sempre sostenuto dal Direttore.

Tornando in conclusione a ribadire l’ovvio, se il Collegio è istituzione recente, l’Associazione lo è ancor di più. Se quindi il Collegio è una scommessa e in certa misura un azzardo, tuttora bisognoso di attenzioni e di cure per attestarsi come progetto vincente e caratterizzante dell’Ateneo bolognese, questo non può che valere a fortiori per l’Associazione Alumni. Da cui anche l’auspicio finale – ancor più valido in momenti di celebrata difficoltà come quello che attraversiamo – di un sostegno reciproco forte e di una collaborazione ancora più stretta e costante fra queste due realtà, la cui “delicatezza” non può farci dimenticare (ed semmai ci esorta vieppiù a ricordare) l’importanza e il valore.

Federico Pedrini

Incontro con i vincitori del premio Cartesio 2007

SynNanoMotors – The Realisation of Some of the World’s First Working Synthetic Molecular Motors and Mechanical Nanomachine

Venerdì 12 Giugno, a seguito della cerimonia della consegna delle licenze del Collegio Superiore delle 17.00, nella Sala dell’VIII Centenario presso il Rettorato, Via Zamboni 33, ci incontreremo con i vincitori Bolognesi dell’edizione 2007 del Premio Descartes, Francesco Zerbetto e Fabio Biscarini, introdotti dal dott. Paolo Annibale, Presidente dell’Associazione.

The Descartes Prize for Transnational Collaborative Research has been awarded annually since 2000 by the European Commission’s Directorate-General for Research.

The Prize is open to any transnational research team that has achieved outstanding scientific or technological results through collaborative research in any field of science, including economics, social sciences and humanities. Nominated research teams must involve at least one research entity from a European Union Member State.
For the 2007 edition of the Prize, the three research laureate teams will share € 1 360 000.

Nominations for Descartes Prizes may be submitted by the scientific team themselves or by public or private organisations, such as research centres, foundations or universities.

The Prize is open to all collaborative research whether funded via a European Community Research programme or not.

Quale scuola per l’Italia che cambia? Multiculturalismo ed educazione

L’incontro, organizzato da Rosa Mucignat, si svolgerà in residenza il 3 aprile 2009; parteciperanno

On. Sandra Zampa (PD)
Sen. Albertina Soliani (PD)
Prof. Pier Cesare Bori (Università di Bologna)

Dalla comunicazione di Rosa Mucignat all’Associazione:

Spero che chi di voi si trova nei paraggi di Bologna avrà voglia di partecipare e soprattutto intervenire con il proprio punto di vista alla discussione. Credo che molti conoscano già Bori e il suo lavoro sul dialogo interculturale. Zampa, ex ufficio stampa Prodi, e Soliani, coordinatrice PD per l’Emilia Romagna, sono invece impegnate in particolare sul fronte delle politiche per l’integrazione scolastica degli alunni stranieri.

Per consultare la proposta di legge presentata da Zampa e Soliani, clicca qui.

Incontro sul Multiculturalismo

Il 26 febbraio 2009, nella Sala Ulisse dell’Accademia delle Scienze, ha avuto luogo il primo incontro promosso dall’Associazione Alumni del Collegio Superiore dell’Università di Bologna in occasione del decennale del Collegio stesso.

Alla presenza di un folto pubblico, con un rappresentante dell’Associazione come moderatore, il dottor Luigi Delia, i professori Pier Paolo Donati e Maria Laura Lanzillo, entrambi del nostro Ateneo, hanno discusso del multiculturalismo, indagandone soprattutto i limiti nell’affrontare la questione dell’incontro fra culture diverse, così attuale oggi in Europa.

Donati ha sottolineato come l’individuo non possa essere trattato solo come membro di una cultura e come l’incontro tra culture non convenga che sia ridotto né alla contrattazione locale su alcune differenze, né fissando un’appartenenza rigida a gruppi che eventualmente trattano come gruppi, ma a un’interazione fra individui, formati in una e spesso in più culture, un’interazione fatta di aperture, rispetto, curiosità, critiche, dissenso. Il multiculturalismo invece riconosce tutte le culture mantenendole, ciascuna, molto chiusa e cercando di escludere ogni valutazione.

Lanzillo ha riportato l’impostazione multiculturalista alle origini del pensiero moderno e al suo modello costituzionalista, alla sua concezione della cittadinanza, che questa volta serve a definire, anziché il cittadino e la nazione, il gruppo culturale e l’appartenenza a questo. Un individuo oggi appartiene sempre a molti gruppi, ha affermato Lanzillo, o, come direbbe Erving Goffman, ha molte facce. Ci vuole, hanno sottolineato entrambi i relatori, un altro modo di pensare la cittadinanza, che superi il tentativo di adattare a questa realtà il modello chiuso proposto dalla cultura europea e applicato negli stati nazionali e poi nell’epoca del colonialismo.

L’incontro è stato chiuso da una discussione ricca di domande sofisticate di un pubblico evidentemente interessato e coinvolto.

Link al Magazine Unibo

inaugurazione a.a. del collegio 2008-09

In occasione dell’inagurazione Paolo Annibale, come portavoce degli gli ex-alumni, ha formulato un discorso.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i candidati rettori dell’Università di Bologna, che l’associazione aveva esplicitamente invitato, e l’on. Sandra Zampa, ex responsabile dell’Ufficio Stampa di Romano Prodi, anche lei invitata dall’associazione.

La cerimonia è stata seguita da una cena informale, a cui hanno partecipato Paolo Annibale, Paolo Bailo, Paolo Bocchini, Valeria Colangiulo, Alessio Magnavacca, Andrea Mezzotero, Rosa Mucignat e Luca Savorelli.

La domenica è stata l’occasione per una chiacchierata informale ed un caffè con il Prof. Prodi e la Prof.ssa Franzoni.