Category Archives: Seminari

Azionamenti elettrici per lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabile

immagine: www.nonsprecare.it

Docente

Fabrizio Negri

Obiettivi

La ricerca di fonti energetiche alternative, malgrado necessaria per uno sviluppo eco-sostenibile dell’umanità, si è fin da subito scontrata con le caratteristiche delle fonti “tradizionali”. La struttura e le esigenze di un sistema elettrico così complesso come quello mondiale non prevedono infatti la possibilità che l’energia primaria possa venir meno, per effetto ad esempio della presenza di nubi o dell’assenza temporanea di vento.
Fortunatamente però, grazie all’espansione dell’elettronica e dell’informatica, oggi siamo in grado di gestire l’utilizzo di queste fonti di energia “non programmabili” grazie alla nascita e allo sviluppo degli azionamenti elettrici.
Gli obiettivi del seminario sono:

  1. Comprendere la struttura ed il funzionamento del sistema elettrico tradizionale;
  2. Capire dove e come ci si può allacciare a tale sistema con impianti di produzione da fonte rinnovabile;
  3. Analizzare la struttura ed il funzionamento degli azionamenti per la generazione e lo sfruttamento dell’energia rinnovabile.

 

Contenuti

  • Elementi di sistemi elettrici per l’energia: struttura e ramificazione del sistema elettrico mondiale, con particolare attenzione a quello europeo unico;
  • Introduzione alle fonti rinnovabili, con attenzione alla produzione fotovoltaica ed eolica;
  • Analisi del problema dell’interfacciamento alla rete: convertitori statici (chopper DC-DC, raddrizzatori, inverter, back to back converter), bus DC, ramo di frenatura;
  • Analisi e funzionamento di tipici azionamenti elettrici per la generazione di energia: schema e layout tipici degli impianti, analisi del bus DC a seconda di dove sia installato l’impianto (con introduzione ai sistemi tampone), macchine elettriche utilizzate.

 

Malgrado i contenuti, dove sembra che il seminario sia destinato ad un pubblico specialistico, l’attualità e la sostanza di molte problematiche analizzate rendono la materia comprensibile da chiunque abbia un minimo di background scientifico (non sono richiesti particolari conoscenze preliminari). A seconda degli iscritti al seminario però, si può decidere anche di cambiare il taglio delle lezioni.

 

Calendario

  • lunedì 17 novembre, ore 18.00
  • mercoledì 19 novembre, ore 18.00
  • martedì 25 novembre, ore 18.00
  • venerdì 28 novembre, ore 18.00

Tunisia: una transizione democratica?

(Photo by Gwenael Piaser, released under CC BY-NC-SA 2.0)

Quattro incontri per delineare un quadro d’insieme della situazione politica e sociale della Tunisia in seguito ai cambiamenti occorsi nel paese dopo la “rivoluzione della dignità” del 2011, e dare conto di una complessità non riducibile all’opposizione manichea tra “islamisti” e “democratici”.

Si inizia con una breve ricostruzione della storia recente del paese attraverso il suo assetto costituzionale e istituzionale, dando cenno  degli eventi principali che hanno scandito la vita politica e sociale dall’indipendenza alla “rivoluzione”, per individuare la pluralità di elementi e di fattori che incidono attualmente sulla fase di transizione in atto in Tunisia.

Seguirà l’analisi delle cause politiche, socio-economiche e culturali che hanno portato alla crisi del regime e alla sua caduta nel gennaio 2011, e un esame del quadro giuridico della transizione, che ha permesso l’elezione di un’Assemblea Costituente nell’ottobre dello stesso anno.

Gli incontri successivi saranno dedicati all’analisi delle proposte dell’Assemblea Costituente, delle cause della progressiva perdita di legittimità di questa istituzione e delle radici dell’attuale crisi politica.

Tale percorso si articolerà attraverso alcuni temi guida.

Infatti il processo costituente non è ancora terminato, ma dal dibattito e dall’andamento dei lavori costituzionali possono emergere degli elementi utili per decifrare questo movimento in itinere.
Si esamineranno dunque le proposte relative alla configurazione del rapporto tra Stato e apparato religioso, šarī’a e diritto. Non si analizzerà dunque solo la posizione istituzionale dell’islam nella vita pubblica, ma anche il suo ruolo di “fonte materiale” e riferimento identitario. Si affronterà poi la posizione della donna nella società tunisina, i testi di legge che ne hanno disciplinato lo statuto nella società e nella famiglia, e le proposte dell’Assemblea Costituente in merito. Altro tema centrale è la libertà di espressione e i suoi limiti, rilevando come la giurisdizione rifletta il “nuovo ordine” tunisino, con l’esempio di alcuni casi giudiziari recenti concernenti accuse a carico di giornalisti e artisti. Questi casi sono infatti esemplificativi della varietà di posizioni confliggenti nella società tunisina: attraverso di essi, si affronta il tema delle nuove sfide per il potere costituito derivanti dall’apertura dello spazio pubblico.

Le lezioni saranno così strutturate:

  1. Introduzione storica: Bourguiba e la Costituzione del 1959. Ben Ali e l’ossessione identitaria. Il codice dello statuto personale.  Influenza del diritto musulmano sul diritto tunisino: il diritto di famiglia tra legislazione e giurisprudenza.
  2. Analisi delle cause politiche, socio-economiche e culturali che hanno portato alla crisi del regime e alla sua caduta nel gennaio 2011: Il quadro giuridico della transizione. L’Alta Istanza per la realizzazione degli obiettivi della rivoluzione, per la riforma politica e la transizione democratica. Le elezioni.
  3. Struttura e funzionamento dell’Assemblea Costituente: L’articolo 1: la religione nella Costituzione. I diritti della donna: tra uguaglianza e complementarità.
  4. La libertà di espressione e l’ordine pubblico: Discussione o approfondimento di temi emersi durante i seminari.
Docente

Nausicaa Turco

Calendario delle lezioni

martedì 12 novembre – ore 18.00
giovedì 14 novembre – ore 18.00
mercoledì 20 novembre – ore 18.00
giovedì 21 novembre – ore 18.00

Obesità ed economia

(Photo by Fred Ojardias, released under CC BY 2.0)

L’obesità è la seconda causa di morte prevenibile negli Stati Uniti e sta diventando anche in Europa uno dei maggiori motivi di preoccupazione per governi e sanità pubblica. Le cause dell’obesità sono molteplici e attualmente nessuna politica sanitaria è riuscita a ridurne l’incidenza.

Questo seminario si focalizza sul ruolo giocato da sviluppo tecnologico e fattori economici (quali disponibilità, qualità e prezzo del cibo) nelle scelte alimentari.

In particolare, si analizzerà in maniera non tecnica le politiche anti-obesità esistenti e proposte (quali fat-taxes, istruzione, promozione di stili di vita salutari…) e diversi modelli di scelta individuale. Il corso sarà anche una occasione di discussione del più ampio tema dell’intervento pubblico in ambito sanitario.

Il piano delle quattro lezioni, di due ore ciascuna, è così articolato:

  1. Cosa è l’obesità? Il ruolo dell’intervento pubblico: misurazioni dell’obesità a confronto (presentazione e analisi di vari indici di obesità: indice di massa corporea, waist-to-hip, etc…); differenze qualitative, economiche e statistiche tra obesità e disturbi del comportamento alimentare (e.g. anoressia e bulimia); giustificazione dell’intervento pubblico nella lotta all’obesità (esternalità, razionalità limitata e dipendenze).
  2. Politiche contro l’obesità. Rassegna dettagliata delle politiche contro l’obesità. Istruzione. Tassazione. Regulation. Pressione sociale e stigma.
  3. Obesità, disturbi del comportamento alimentare e modelli di ruolo. La letteratura economica ha evidenziato come le persone appartengano a categorie sociali, associate a differenti attributi fisici e comportamenti prestabiliti. Deviazioni da questi standard possono essere sanzionate socialmente. Gli ideali di bellezza sono stati recentemente additati come una delle cause dei disturbi del comportamento alimentare, e i policy-maker hanno pensato di manipolare tali ideali (ovvero: la taglia delle modelle) per cercare di ridurre l’incidenza di tali fenomeni.
  4. Fumo e obesità. Le cause dell’obesità sono molteplici. Mentre negli ultimi trent’anni le politiche antifumo hanno avuto un considerevole successo negli Stati Uniti, riducendo il numero dei fumatori, nello stesso periodo le politiche contro l’obesità sono risultate al momento inefficaci. Quali sono le ragioni di tale diverso effetto? Diverse politiche sanitarie possono essere in conflitto tra loro?
 Docente

Luca Savorelli

Calendario delle lezioni

martedì 26 novembre – ore 18.00
giovedì 28 novembre – ore 18.00
martedì 3 dicembre – ore 18.00
giovedì 5 dicembre – ore 18.00

L’Europa come attore internazionale dal 1945 ad oggi

(Photo by Mark Koeber, released under CC BY 2.0)

L’obiettivo del seminario è discutere l’evoluzione del ruolo dell’Europa sulla scena internazionale dal 1945 a oggi. Analisi e discussione si concentreranno su alcuni aspetti e problemi cruciali, che consentano di toccare alcuni temi fondamentali della storia e della politica internazionale contemporanea. Non sono richieste conoscenze pregresse.

Il seminario è organizzato in quattro parti, precedute da un’introduzione generale. In ciascuna parte verrano forniti alcuni elementi fondamentali che offrano dei punti di riferimento comuni, poi ci si concentrerà su alcuni casi concreti specifici che permettano di stimolare e sostenere una discussione generale.

  1. L’Europa come spazio geografico. L’individuazione dei confini dell’Europa dipende  da scelte politiche (isole britanniche, Mediterraneo, Europa centro-orientale, Turchia…): quali sono i confini dell’Europa? E quali sono le implicazioni politiche delle diverse scelte che si possono fare a riguardo?
  2. L’Europa come attore politico internazionale unitario. Da dove deriva la necessità per l’Europa di agire in modo coerente e coeso sulla scena internazionale? Quali sono i limiti e gli ostacoli alla coesione e alla coerenza? Qual è lo spazio di manovra disponibile, e quali sono gli strumenti e i campi a disposizione? Quali sono gli attori che determinano la linea politica internazionale dell’Europa?
  3. L’originalità dell’azione internazionale dell’Europa. Perché l’Europa tende a presentarsi come un attore internazionale di tipo nuovo? La politica estera dell’Europa promuove dei valori distintamente europei? La politica estera dell’Europa è più attenta a valori e principi rispetto alle politiche estere nazionali o alla politica estera statunitense? Quali sono rischi e limiti di una politica estera basata su valori?
  4. Le prospettive dell’azione internazionale dell’Europa. Come è evoluto il ruolo internazionale dell’Europa dal 1945 a oggi? Qual è la posizione attuale dell’Europa sulla scena internazionale? Quali sono i punti di debolezza e i punti di forza dell’Europa come attore internazionale? Quali sono le prospettive e le possibilità per il futuro?
Docente

Lorenzo Ferrari

Calendario delle lezioni

martedì 20 maggio 2014 – ore 18.00
giovedì 22 maggio 2014 – ore 18.00
martedì 27 maggio 2014 – ore 18.00
giovedì 29 maggio 2014 – ore 18.00

Sistemi quantistici aperti

(Photo by user Riemann, released under CC BY-SA 3.0)

Un sistema quantistico aperto è un sistema quantistico “piccolo” che interagisce con un sistema quantistico “grande”, chiamato ambiente.

Negli ultimi anni sono emerse tecnologie basate sull’utilizzo della coerenza quantistica per trasmettere informazioni o eseguire operazioni su un calcolatore in modo efficiente. Per rendere queste operazioni possibili è necessario controllare il sistema dall’esterno, esponendolo però anche all’effetto dell’ambiente.

In questo seminario discuteremo insieme diverse ed importanti tecniche legate al problema dei sistemi aperti. Più in dettaglio:

Lezione 1 – Dalla funzione d’onda all’operatore densità: formalismo di Lindblad ed equazione maestra. Processi stocastici tipo Markov (cenni). Applicazioni: oscillatore armonico (modo di una cavità) e sistema a due livelli (qu-bit). Estensione naturale al modello Jaynes-Cummings (fondamento della cavity QED, vedi Nobel 2012).

Lezione 2 – Teoria input-output. Applicazione: oscillatore armonico forzato.

Lezione 3 – Teoria di scattering: operatori d’onda, matrice S, relazione con teoria input-output, teoria perturbativa (argomento tecnico).

Gli argomenti possono essere soggetti a modifiche. Suggerimenti prima e nel corso del seminario sono benvoluti!

Il seminario è particolarmente adatto per studenti di matematica e fisica (e in generale di materie scientifiche) dal secondo/terzo anno in su. Gli studenti di ogni corso di laurea sono i benvenuti: il focus del seminario non sarà solo sulla matematica ma sui significati delle equazioni.

Docente:

Matteo Biondi

Calendario delle lezioni:

martedì 22 aprile 2014 – ore 18.00
mercoledì 23 aprile 2014 – ore 18.00
giovedì 24 aprile 2014 – ore 18.00

Metodi geometrici per la fisica e quantizzazione

(Photo by user Davidarichter, released under Public Domain License)

Una selezione di temi al confine fra la fisica e la matematica volti ad approfondire tecniche e motivazioni per i vari approcci al problema della quantizzazione in fisica teorica e fisica matematica.

1° Incontro: Geometria Simplettica e meccanica classica, riformulazione geometrica della dinamica Hamiltoniana, Equazioni di Eulero Lagrange. Gruppi di Lie e simmetrie in fisica. Varietà di Kähler, fibrati di linee e fibrati principali (cenni essenziali).

2° Incontro: Quantizzazione classica, equazione di Shrödinger and all that. Oscillatore armonico. Path integrals e quantizzazione perturbativa. Introduzione alla teoria dei campi.

3° Incontro: Quantizzazione geometrica. Teoria dei campi parte 2: approcci moderni. Varie ed eventuali.

Docente:

Michele Schiavina

Calendario delle lezioni:

lunedì 10 febbraio 2014 – ore 18.00
mercoledì 12 febbraio 2014 – ore 18.00
giovedì 13 febbraio 2014 – ore 18.00

Perché punire? Introduzione alla filosofia del diritto penale

Un’introduzione ai fondamenti del diritto di punire, attraverso un esame delle principali concezioni della pena: la teoria retributiva, l’utilitarismo penale e la teoria secondo cui esiste un diritto del criminale ad essere punito.

Il seminario avrà un taglio filosofico e giuridico, e sarà accessibile a studenti di anni e indirizzi diversi. Gli incontri tratteranno:

  • la questione della necessità della sanzione penale come risposta sociale al crime (Antoine Garapon, Klaus Lüderssen);
  • portata e limiti della teoria classica della retribuzione penale, con particolare riguardo alle nozioni di vendetta, jus talionis, merito e proporzionalità tra crimine e pena (Kant, Hegel, Ricoeur);
  • la giustificazione utilitaristica della pena come strumento per prevenire il crimine e difendere la società (Beccaria e Bentham);
  • una descrizione critica della dottrina secondo la quale il dovere di punire da parte dello Stato non deriverebbe né da un diritto del singolo, vittima di un crimine, né da un diritto della società nel suo insieme, anch’essa vittima di un crimine, di vedere il colpevole punito, ma dall’idea che esista un diritto inerente al reo, in quanto reo, di essere punito (Hegel, Simone Weil, Wladimir Solowjow).

Il seminario si svolgerà in lingua italiana.

Docente

Luigi Delia

Calendario delle lezioni

lunedì 31 marzo 2014 – ore 18.00
giovedì 3 aprile 2014 – ore 18.00
venerdì 4 aprile 2014 – ore 18.00

Joint action: what does it really mean for individuals to do something together

Obiettivi
Esaminare tre diversi approcci al problema di caratterizzare forme di azione condivisa o collettiva rispetto a forme di azione individuale o solitaria. Si comincerà con il dynamic patterns approach, che applica i principi fisici della dinamica allo studio di forme di coordinazione e sincronizzazione fra individui (e.g., perché è più facile dondolare le gambe in fase che in anti-fase con un’altra persona?). Passeremo poi al shared representations approach, secondo il quale condizione necessaria (e sufficiente) perché un’azione sia condivisa è che gli individui coinvolti possiedano ciascuno una rappresentazione mentale dell’azione dell’altro (e.g., A e B raggiungono un obiettivo nello stesso momento, partendo da distanze diverse; la loro è un’azione condivisa se A calibra il tempo di inizio e di esecuzione del proprio movimento sulla base di una stima del tempo necessario a B per coprire la sua distanza, e viceversa). Infine, ci occuperemo di un problema, quello di definire che cosa si intenda per conoscenza condivisa (mutual knowledge), che è centrale nella discussione filosofica contemporanea intorno al concetto di azione condivisa. Gli esempi si concentreranno su una forma particolare di azione (parlare) e di azione condivisa (avere una conversazione).

Contenuti
1. Dynamics of interpersonal coordination.
Schmidt, R.C., Carello, C., & Turvey, M.T. (1990). Phase transitions and critical fluctuations in the visual coordination of rhythmic movements between people. Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance, 16, 2, 227-247.
Shockley, K., Richardson D.C., & Dale, R. (2009). Conversation and coordinative structures. Topics in Cognitive Science, 1, 305–319.

2. Shared representations.
Sebanz, N., Knoblich, G., & Bekkering, H. (2006). Joint action: bodies and minds moving together. Trends in Cognitive Sciences, 10, 2, 70-76.
Garrod, S., & Pickering, M.J. (2004). Why is coversation so easy? Trends in Cognitive Sciences, 8, 1, 8-11.

3. Mutual knowledge.
Wilby, M. (2010). The simplicity of mutual knowledge. Philosophical Explorations, 2, 83-100.

4. Can chimpanzees act jointly?
Boesch, C. (2005). Joint cooperative hunting among wild chimpanzees: Taking natural observations seriously. Behavioral and Brain Sciences, 28, 5, 692.

Docente
Chiara Gambi

Calendario delle lezioni
giovedì 11 aprile – ore 18.00
lunedì 15 aprile – ore 18.00
mercoledì 17 aprile – ore 18.00
giovedì 18 aprile – ore 18.00

L’impatto economico dell’immigrazione

Obiettivi
Questa serie di seminari intende o ffrire un quadro d’insieme della ricerca economica sull’impatto economico dell’immigrazione, con una particolare attenzione agli eff etti sui salari, data la rilevanza di questo tema nel dibattito pubblico.

Dopo una breve descrizione statistica del fenomeno migratorio in alcuni paesi selezionati, verranno introdotti i principali strumenti teorici ed empirici usati dagli economisti per predire e misurare l’e ffetto dell’immigrazione sui salari. In entrambi i casi, verranno messi in luce la loro utilità e i loro limiti, e si farà riferimento alle attuali controversie in corso tra i ricercatori. Infi ne sara presentata una rassegna dei principali risultati empirici, aggiornata alle più recenti pubblicazioni in materia. Oltre ai salari, verranno prese in considerazione altre variabili economiche quali l’occupazione, i prezzi, i conti pubblici, l’innovazione, l’offerta di lavoro femminile.

L’ultimo incontro sarà dedicato alla discussione collettiva, sostenuta da studi specifici, di come si forma l’opinione pubblica sull’immigrazione, e di altri temi emersi durante gli incontri.

Contenuti
1.
a – Descrizione statistica dei flussi migratori negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Italia
b – L’eff etto dell’immigrazione sui salari: teoria.
– analisi di equilibro parziale in un grafi co domanda o fferta
- più fattori di produzione: lavoro non qualificato, lavoro qualifi cato e capitale.
– i lavoratori nativi e immigrati sono complementari o sostituibili?

2.
a – L’eff etto dell’immigrazione sui salari: strategie empiriche
- esperimenti naturali o variabili strumentali spatial correlation approach, skill cell approach
- il problema della simultaneità, della migrazione dei nativi, del downgrading
b – L’eff etto dell’immigrazione sui salari: risultati empirici

3.
a – Altre conseguenze economiche: occupazione, prezzi, conti pubblici,
innovazione, imprenditorialità, o fferta di lavoro femminile, scelte educative.

4.
a – Come si forma l’opinione pubblica sull’immigrazione?
b – Discussione o approfondimento di temi emersi durante i seminari.


Bibliogra fia

1.
International Migration Outlook, 2012, OECD
Dustmann C. & Albrecht Glitz, 2005. Immigration, jobs and wages:
theory, wages and opinion, UCL

2.
Card, David, 1990. The impact of the Mariel Boatlift on the Miami
labor market, Industrial and Labour Relations Review.
Borjas, George, 2003. The labor demand curve is downward sloping: reexamining the impact of immigration on the labor market, Quarterly Journal of Economics.
Ottaviano G. & Giovanni Peri, 2012. Rethinking the e ffect of immigration on wages, Journal of the European Economic Association.
Dustmann C., Tommaso Frattini & Ian Preston, 2012. The e ffect of immigration along the distribution of wages, Review of Economic Studies.
Peri G. & Charles Sparber, 2009. Task specialization, immigration and wages, American Economic Journal: Applied Economics.

3.
Cortes, Patricia, 2008. The e ect of immigration of U.S. prices: evi-
dence from the CPI, Journal of Political Economy.
Cortes, P. & Jose Tessada, 2012.Low skilled immigration and the labour supply of low-skilled women, American Economic Journal: Applied Economics.
Lewis, Ethan, 2007. Immigration, skill mix and capital skill complementarity, Quarterly Journal of Economics. What immigrants are more innovative and entrepreneurial?, Journal of Labor Economics
Dustmann C., Tommaso Frattini & Caroline Halls, 2011. Assessing the scal costs and bene ts of A8 migration in the UK, Fiscal studies.

4.
Card D., Christian Dustmann & Ian Preston, 2012. Immigration,
wages and compositional amenenities, Journal of the European Eco-
nomic Association.

Docente
Gianandrea Lanzara


Il calendario delle lezioni

giovedì 7 marzo – ANNULLATA
giovedì 14 marzo – ore 18.00
giovedì 21 marzo – ore 18.00
giovedì 28 marzo – ANNULLATA
martedì 16 aprile – ore 18.00
lunedì 22 aprile – ore 18.00

Probabilità, Statistica e Decisione

Obiettivi
Il concetto di probabilità è un elemento pervasivo dell’investigazione scientifica contemporanea. La teoria delle probabilità, la statistica e la teoria della decisione sono strumenti essenziali in ogni ambito del sapere – in medicina, come nelle scienze fisiche e nelle scienze sociali; sono inoltre
alla base delle tecnologie moderne legate alla manipolazione automatizzata dell’informazione, di grande impatto nella vita quotidiana.

L’insegnamento della statistica nel contesto di un corso di laurea spesso si riduce, per necessità, all’impartizione di un corpus di nozioni e di tecniche declinate all’applicazione in una specifica
disciplina. Questo seminario indende proporre una introduzione alla discussione epistemologica sul concetto di probabilità, e stimolare una riflessione matura sul ruolo dello strumento statistico, e delle sue potenzialità e limiti nell’ambito di differenti domini di applicazione.

Il seminario si rivolge agli studenti che abbiano ricevuto, nell’ambito del proprio corso di laurea, una formazione di base nelle tecniche di inferenza statistica. L’obiettivo del seminario è quello di
presentare due concorrenti interpretazioni del concetto di probabilità (approccio frequentista vs approccio Bayesiano), e di investigarne le conseguenze nel campo della teoria della decisione.

Contenuti
Teoria della probabilità: introduzione storica. Il concetto di variabile aleatoria e di distribuzione di probabilità (richiami). Inferenza statistica: introduzione alla teoria della decisione. Il concetto di campione. Grandezze empiriche vs distribuzione a priori. Definizione del problema della decisione. Il paradigma frequentista. Probabilità come frequenza relativa. Il paradigma Bayesiano. Probabilità come grado di confidenza (belief ). Il modello statistico. Scelta e validazione. Qual è la connessione tra modello statistico e realtà?
Quali aree sono adatte a essere investigate facendo uso di modelli statistici? Quando i risultati ottenuti possono essere ritenuti attendibili?

Docente
Francesca Bassi

Calendario delle lezioni
lunedì 17 dicembre – ore 18.00 – 21.00 (Aula Enriques)
martedì 18 dicembre – ore 20.30 – 22.30 (Aula Studio Maccaferri)
mercoledì 19 dicembre – ore 19.00 – 22.00 (ufficio dott.ssa Attardo)